Pensieri in Sintonia

 

 


 

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venerdì, luglio 03, 2009




Esperanza

El río
qué cambia su curso
El agua
qué viene del mar a la tierra
Nacientes de hielo
qué brotan en los desiertos sin sol
La lluvia
qué seca el calor del invierno
La voz de un mudo
qué grita al mundo su alegría

qué apareces en los vacíos de mi el alma

Traduzione

Speranza

Il fiume
che cambia il suo corso
E l'acqua
che viene dal mare alla terra
E sorgenti di ghiaccio
che nascono nei deserti senza sole
E la pioggia
che asciuga il caldo dell'inverno
E la voce di un muto
che grida al mondo la sua gioia
E tu
che appari nei vuoti dell'anima mia



Postato da:grisby6043:.
alle 18:55

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poesia

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giovedì, luglio 02, 2009




A Tommaso

Ho piantato il melograno

si fa per  tradizione.

Crescerà con te,

soffio di primavera,

fiorirà vermiglio

quando abbraccerai

l’ amore analfabeta

e non guarderai più il mondo

con i denti di latte.

Sarà il talismano

per non aver vertigini

nel guardare l‘abisso

o Stella Polare

a illuminare le notti,

se  l’altalena oscilla e

il ramo si vuol spezzare.

S’intenerisce la mia ruga

lambita da un sorriso,

la tua presenza si diffonde vivace,

tornano gesti desueti

profumati di freschezza,

ali che ritrovano vigore.

Fiore all’occhiello

della mia esistenza.



Postato da:ortensia53:.
alle 14:51

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poesia

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martedì, giugno 30, 2009




Strazio

Affronti
la solita notte lamentosa
che ti arriva dopo un giorno
al colore della furia,
l’affronti
cercando un sonno che ristora
nei vuoti volti
che passano ignoti
tra uno sbadigliare
ed uno zapping annoiato.
Poi,
un lampo rosso
uccide gli occhi semichiusi
e questa notte
s’avvolge di dolore
gettato come un sasso
da uno schermo piatto.
Non ho il boato
a rompermi le orecchie,
non ho il fuoco
che cerca di bruciarmi.
Non sono
dove la fiamma beve vita,
ma il cuore mio toscano
sta urlando disperato.



Postato da:grisby6043:.
alle 19:45

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lunedì, giugno 29, 2009




Nodi di tempo

Ora il tempo è un grappolo di nodi,
intreccia l'ore a costruir la rete
ove imprigionati cadono i pensieri

E' silenzioso il suo fluire
e inarrestabile lo scorrere
di palpitanti attese...

Sospeso tra le invisibili corde
che giorni senza luce han tessuto
lento si offre alla speranza

Arrendevole rifugio che riaffiora
tracciando un profondo solco,
sulla sofferta ombra...

E’ nel flauto dei ricordi
il teorema a sciogliere ogni nodo,
a dar respiro alle prigionie

E’ remota ruga
intinta di effimeri bagliori

(Rosemary & Grisby)



Postato da:grisby6043:.
alle 18:03

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poesia

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venerdì, giugno 26, 2009




Dopo di te

Dopo di te
mi perderò in un blues,
inquieto
mi conterò le note
ballandole sulla punta
di una notte
che lenta
si prenderà i miei sogni
spazzandone i contorni.

Dopo di te
mi berrò la malinconia,
assetato
mi lascerò confondere
spandendo il dolore
tra l’amaro
di un whisky
che brucerà la gola
frenando ogni lacrima.

Dopo di te
mi sarà buio il cielo,
inerme
mi svestirò del tempo
facendomi colpire
da questo sole
senza raggi
che affonderà il tramonto
violandomi ogni sonno.



Postato da:grisby6043:.
alle 16:37

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poesia

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mercoledì, giugno 24, 2009




Il libro della vita

Nacque dal mare
della vita il lungo libro,
portato a riva
da un pesce incuriosito
dall’andare delle maree.

Nacque dal mare
e affidò il suo cuore
alle incontaminate zolle
per costruir lo spazio
con cui calpestar le ere.

Si donò ali
per dominare i cieli
librandosi in volo
verso ogni punta
della rosa dei venti.

Si fece anche
carne e sangue
per abitare il globo
scindendosi in più forme,
ognuna necessaria.

E si alzò eretta
dandosi a nome uomo
a cui affidare la barca
per navigare nei tempi
e costruir la storia.



Postato da:grisby6043:.
alle 15:55

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poesia

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sabato, maggio 30, 2009




Il giardino dei lamponi

 

Vado spesso, al tramontar del sole
a raccogliere i lamponi del giardino
e curiosamente c’è sempre una procellaria
accanto ad una lumaca dal guscio pigmentato
al centro, tra la fontanella e il vaso dell’ortensia.

Passo sempre da crocifisso
al bivio della collina
dove una suora a volte depone fiori
e dice una preghiera.

Non ho mai capito le suore
e nemmeno i professori di matematica
però mi piacciono le crostate di lamponi
è questo può forse farmi perdonare.

Sarà quel succo così dolce
sarà che quel frutto sembra
un cappuccio di uno gnomo
sarà tante di queste cose
ma è lì che scrivo le mie favole
mentre assaggio i miei lamponi.

A volte passano ragazzini
e ne spiluccano frutti
stando bel attenti a non sporcarsi la camicia
come fece Pulitino
l’orso di pezza delle mie favole.

Così, io ritrovo compagnia
con quella procellaria
e quella lumaca dal guscio pigmentato
io con loro gusto la vita
e capisco il senso di tante cose
tutte le cose eccetto
eccetto i professori di matematica
e le suore
già colpa di questo sapore dolce
forse
come il bacio di una donna
al tramonto
con il vento e l’erba che suona
sotto l’ampia gonna dipinta



Postato da:hariseldom:.
alle 18:43

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martedì, maggio 19, 2009




Vuoto a perdere

Non è forse poesia

quel volo leggiadro di farfalla

quando l’amore punge

e il cuore fa la ruota,

le dita che si stringono sull’elsa

la punta della spada che sparisce?

Quando rinviene l’animo

ad accender fantasie impalpabili,

il canto del corpo che rinasce

ebbro d’attesa,

il giorno che non vuol dormire

per centellinare ogni minuto?

Sparisce nel cono d’ombra

il gioco della luna un po’ruffiana,

tra chiari percorsi ed oscure mete,

scarmigliata procedo alla ricerca

del mio cielo,

a deglutire in affanno,

confusa tra le gente

che non sbaglia mira.

Potessi darti un peso

sarebbe inconsistenza.

Vuoto a perdere.



Postato da:ortensia53:.
alle 14:00

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poesia

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domenica, maggio 17, 2009




Se mi rapisse l'onda

C’è un ristagno in queste rifrazioni,
come una pozza che non trova spazio,
e vanno i piedi a far da contrappeso
li dove il tempo appoggia le lancette.

E’ un brontolio che non prende voce,
impulso a secco non determinante.

Oh mare che mi osservi silenzioso,
cedimi un’onda tra quelle più possenti
così che questa lenta, spietata regressione
s’involi noncurante tra gli spruzzi
e abbandoni a terra ogni mio tedio.



Postato da:grisby6043:.
alle 16:20

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domenica, maggio 03, 2009




Il totem

Erano tutti attorno al totem
la ballerina con la gonna nera
il pagliaccio con i denti a sciabola
il fustigatore con i tacchi a spillo
la pia donna delle messe

E c'era una gran luce
una gran luce dal totem
e tutti l'adoravano

La ballerina offrì la sua bocca al totem
Il fustigatore la sua spada lucente
La pia donna le sue preghiere

Il pagliaccio anche il sedere

E c'era una gran luce nella pianura
e c'erano cori
dal fondo della platea

Applaudivano contenti
ebbri di cocaina
e surrogato di cioccolato sino
a sporcarsi il naso

La pia donna ebbe la visione del paradiso
Il fustigatore rubò la gonna alla ballerina
Che offrì il suo corpo per in cambio di un lavoro

Il pagliaccio fumava canapa e carta di giornale

E la gente gridava
mentre dal totem si spandeva una musica soave

Voci da coro della platea invocavano
la vittima sacrificale

Poi
molto poi
arrivò un bambino
con i capelli corti
magro
con un telecomando in mano
...e cambiò canale.



Postato da:hariseldom:.
alle 09:47

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mercoledì, aprile 29, 2009




 

Incipit

Cammino senza voltar lo sguardo

per una via tortuosa che non ha ritorno,

frana la terra ad ogni passo,

ora procedo strascicando gambe.

Ogni tuo gesto

è goccia su pietra che consuma,

congegno gravido d’insidie.

Il mio senno diafano

corrugato dal tempo,

s’invola verso un cielo di vetro

senza vertigine nel guardare il fondo.

Cambiano l’abito perfino le stagioni,

forse una veste nuova svecchierebbe

la dimora impolverata di monotonia,

aprendo a nuovi fasti e bei colori.

Non è un’anima in fasce

a supplicare il fior di melo

ma quella che s’eclissa in lorica

stagionata, a bisbigliare il suo dissenso.

E’ solo l’incipit di un libro

che non ho mai scritto.



Postato da:ortensia53:.
alle 14:52

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poesia

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sabato, aprile 25, 2009




25 aprile- Festa della Liberazione

Giorni di lotta
ricercando la pace
Vivo il ricordo

Festa di primavera
fra voci di libertà

-Maya-



Postato da:GiardiniDiMaya:.
alle 17:44

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haiku-tanka-renga

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giovedì, aprile 23, 2009




 

La bellezza ignorante

Rapivano i tuoi occhi in boccio

affacciati a quel sorriso irriverente,

cerulea trasparente acquamarina,

lama affilata che stacca tutti i lacci,

specchio e muro, inganno ed onestà.

 

Nessun sbadiglio alla luce delle stelle

nel trionfo dell’età dell’oro,

confini inviolati e fiumi da guadare

nello scalpitio di garretti fumanti,

cavalli imbizzarriti al brado.

 

Sfuggente lo sguardo e la pupilla viva

movenze in armonia di danza

il sorriso ombroso nel divenir marea,

le mani inquiete a schiudere cieli,

il labbro vermiglio stretto fra i denti.

 

Cinta dalla bellezza ignorante

assecondavi le bizze di un cuore di burro,

giglio strappato che si fa amuleto

incrinata architrave dall’usura

inquilina e custode di contraddizioni

 

Il pensiero ti sorprende felino

inciampa nel vuoto di una notte liquida,

plasma la forma sua eterea,

poi s’assottiglia, onda spumosa,

s’immerge in simbiosi col canto lontano

di una Sirena che non vuol dormire.



Postato da:ortensia53:.
alle 14:55

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mercoledì, aprile 22, 2009




Clown

clown

Sommersi tra una risata a bocca larga
ed una smorfia con lacrime dipinte,
vagano incessanti le mie inquietudini
d’umano rintanato in un pagliaccio.

Con il cuore attraversato da paure
e da illusioni che filtrano i miei occhi,
porto nell’arena colma d’altre pene
quell’allegria che non so dedicarmi.

Lascio alla gente che attende gioia
due piroette e un’occhiata maliziosa,
tenendo a freno la voglia di mostrare
agli spettatori tutto il mio soffrire.

Finito il pasto di stupida marionetta,
torno ai miei panni d’uomo straziato
da un voler divino che mi ha reso muto
mentre alla bocca vorrei donar parole.



Postato da:grisby6043:.
alle 16:12

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venerdì, aprile 17, 2009




In quel guado

ossimoro di febbraio

sorgi struggente

offerta ad Esculapio

tra il Cestio ed il Fabricio

audace di pietre e di colori

là dove i bimbi parlano di Cesare

 

sei

bianca sposa

in una combriccola stonata

le rose appuntate al seno

le ciglie avvezze al sole

le strade storte

in un orgasmo con il Tevere

 

che scivola di notte

tra le tue sponde

sbocciato in controluce

a crogiolare acqua

nuvole appese.

 

Amanti eterni

d'illusioni e fiori colorati

in un consueto abbraccio

in una gravità distratta.

 

Fino a domani.



Postato da:neraorchidea:.
alle 11:39

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lunedì, aprile 06, 2009




6 aprile 2009

Sembrava essersi chiuso
il solito giorno inutile
che ci piomba addosso
con le sue stupide questioni,
perso nel nulla immenso
che tutti ci circonda,
invischiato nella banalità
e nei discorsi a perdere.
Poi è stata la notte
e brusca s’è svegliata Gaia
percossa da un tremore.
Ha urlato forte Gaia,
ha urlato il suo dolore
smuovendo una montagna.
S’è scardinato il tempo
frugando tra la vita
a chi affidar la morte
mentre un caos di pietra
correva a far disastro.
Terra che ci sei madre,
perché ci hai dato il pianto?



Postato da:grisby6043:.
alle 22:17

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Al pianoforte

Son mani senza polsi

quelle che sfiorano la tastiera,

senza respiro il movimento

che fiata appena,

son radici affondate

tra l’ebano e l’avorio,

non temono l’esordio,

adunche,

sentinelle rapaci, mai schiave

della partitura,

ombre lunghe, canti d’usignolo,

fasci di luce a spezzare

 il buio d’un  flauto che

vorrebbe restar muto.



Postato da:ortensia53:.
alle 15:08

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sabato, marzo 28, 2009




Cosa c’è?...

...C'è…
l'armonia d'un universo
 che, con ridenti echi,
gioca con turbini
arruffati da quiete acque  ...
La luce
che sfiora le carezze del vento, 
spettinandole in lievi brezze mattutine
dove su lidi inesplorati
adagia le orme del tempo...

...C'è…
la vita che esplode
in una sinfonia
di plastici colori,
e,plasmando palpiti d'un esile risveglio,
addita fulgidi crepuscoli
a ghermir vetusti altari...

 



Postato da:Rosemary3:.
alle 16:03

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giovedì, marzo 26, 2009




Granuli di spazio

Si sfila lenta tra i gomitoli del buio
l’ombra compagna d'ogni mia notte,
cede serena lo spazio a colori accesi
e alle mie voglie per un nuovo sole.

Giorno di accordi con la chiave in fa,
complice astuto dell’età che avanza,
germoglia tra un sorriso ed un caffè
mentre la carne setaccia una ripresa.

A spicchi il tempo gusta il divenire,
lo specchio tira a piombo il risveglio
e ogni rumore, lasciata la sua ovatta,
va ad occupare dei granuli di spazio.

S’aprono al vivere le mie pulsazioni
con la volontà d’assaporare il mondo.



Postato da:grisby6043:.
alle 18:24

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martedì, marzo 17, 2009




Due spiccioli

Non illuderti Madame
oggi stai seduta scomoda,
non c’è spazio per la tua falce,
io mi lascio vivere nel sole
e non mi getto al vento.

Sospesa in confusione,
rileggi attenta nel mio spazio
in cerca di quel dettaglio,
quel sintomo d’abbandono
volato tra minuti scoscesi.

Se vuoi riposare ancora
stai pure e arrota la lama,
ti servirà quando sarò stanco
di concedermi alla luce,
di respirare i profumi della terra.

Oggi non ho tempo,
oggi ho il canto tra le dita
e nelle tasche due spiccioli di vita.



Postato da:grisby6043:.
alle 18:51

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mercoledì, marzo 11, 2009




Abulia

Questo giorno
adesso si nasconde
in un vuoto di assoluto
perso tra ignoti sotterfugi
e l’assenza d’ogni contrazione.

E’ pendaglio
sospeso al colletto
che dondola incostante
e batte il tempo della noia
come un diapason senza l’asta.

Nessun fremere
convoglia il sangue
e il cuore batte infermo
in un piovere ora instabile
di gocce tra il rosso e il nulla.

Abulico andare
verso un crepuscolo
che rigetta ogni energia
e riveste il corpo di una stasi
fatta di pensieri chiusi in cornice.



Postato da:grisby6043:.
alle 17:49

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martedì, marzo 10, 2009




Sotto le navate della cattedrale gotica

 

Rumoricci di gente
e panche stridenti
tra incenso e sudore,
odor di cera colante.
***
Bisbigli e sussurri
da terra a cielo
su, su, tra le volte
dipinti di santi
arcangeli armati
e putti d'indefinito sessoi
***
E lei
col fazzoletto in
ossequiosa obbedienza
 a pregar messa
le mani giunte
in silenziosa corte
le ginocchia come spilli
le calze rotte.
***
Su, su, tra le volte
i suoi fantasmi
tutti i suoi fantasmi
in processione alata
coperti, schivi
superbi e indolenti
e d'invidiosa sorte
furioso stato
in dolce bocca
e avara condizione
***
Ma l'ultimo fantasma
sotto la sua gonna
sogghigna
mentre lei prega
e suda gocce di vergogna



Postato da:hariseldom:.
alle 19:51

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lunedì, marzo 02, 2009




Briciole

Non ho più quel tempo
che tu definisci amore
strigliandone i minuti
come se fosse un pony.

Non è un trofeo di guerra
il laccio che ci unisce
in questo andare a spasso
tra i fiordi del vissuto.

La tua voce è un eco
che rimbalza a vuoto
e corre via incostante
bisbigliando i verbi.

Amore vuole esistere
e non fare la comparsa
su quel palco stinto
dove non c’è sipario.



Postato da:grisby6043:.
alle 18:45

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domenica, marzo 01, 2009




Dentro

Dentro l'ombra della notte
la luna si fa luce,
si spezza in cristalli
che scendono tracciando idee.

Dentro al rosso di un tramonto
l'orizzonte si fa immenso
e cola giù goccia a goccia
ad innaffiare il seme dei sogni.

Dentro al filo di un'aurora
il pensiero si fa canto,
nota contro nota
traccia l’inno della vita.

(Manuela Magi & Grisby)



Postato da:grisby6043:.
alle 19:29

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giovedì, febbraio 19, 2009




Anna

il cuore doloroso al tocco

in una milonga antica

in un assorto sillabario

 

sei stata linfa

d'approdi folli

oscura di ombre e di sorrisi

femmina d'oro

di grano e fiordalisi

 

sei stata

donna di strada

madre di campagna

una e mille donne di canti rabdomanti

gravida d'amore

 

miraggio e fiaba

disillusa e vera

viva per sempre

in opache foto in bianco e nero

giglio odoroso

di un maggio fiorito piano.

 

Ora ti celi in un cielo fosco

spurio d'amore

in una insonnia eterna

 

eppur ci sei

oltre quella ninna nanna che non dorme

con i tuoi neri occhi

 

Anna.

 

 

….ad Anna Magnani



Postato da:neraorchidea:.
alle 09:44

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