Pensieri in Sintonia

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domenica, settembre 30, 2007
Archi d'ulivo Mano d'autore Ripete in confidenza I rami secchi E quella mano salda e lì sono rimasti Copyright © foto e versi di Lorenzo 30.9.07
carezzati dal vento
volti al tramonto
ha modellato i rami
archi in tensione
come Ulisse insegna
sequela di stagione
prepara la raccolta
a nuova vita
già andati via
bruciati nei camini
a riscaldar i cuori
a ricamare i rami
in giro per la terra
esperto potatore
gli archi tesi
crescenti nello spasimo
e pronti a divenire
Postato da:4797orizzonte2:.
alle
14:20
commenti (3)
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sabato, settembre 29, 2007 Dolor d’amore Postato da:grisby6043:.
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JESUS Andavi scalzo presagi soffocati sulla pelle in quell'adagio svezzavi le tue labbra Uomo in gola l'ultimo singulto Fino all'epilogo impotente infieriva letale l'ultimo sermone Poi Postato da:neraorchidea:.
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venerdì, settembre 28, 2007 Un uomo Fascino che vola ad alta quota dove non trovo macchie d’imperfetto, sovrano, valente incantatore talvolta suddito di sue negromanzie. Cavalleresco è il suo disinteresse per gli schemi, aguzzo lo sguardo che non chiede, alieno da incertezze e falsità. Declinazione dell’”amore” in ogni “caso” con gentilizia premura al complemento oggetto, passione rosso carminio ornata da fili d’oro incandescente. Accarezzo le impronte sbiadite di quei passi che ora volgono in altra direzione. Postato da:ortensia53:.
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Spettro stagnante Postato da:Rosemary3:.
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Poeta Photo by John Sercel Postato da:privateoutrage:.
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A Chiara Postato da:grisby6043:.
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giovedì, settembre 27, 2007 Cuore ( Dedica A Un Donatore ) Non occorreva cibo per vivere E quel vecchio giovane cuore In una buia notte ammantata d'asfalto Luce degli occhi rimani Libera come una cavalla indomita Nell' ombra della notte tra le stelle -StregaLunare- Postato da:StregaLunare:.
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lunedì, settembre 24, 2007 Autunno Copyright © foto e versi di Anna e Lorenzo 24.9.07 Postato da:4797orizzonte2:.
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domenica, settembre 23, 2007 Profumo di città Postato da:grisby6043:.
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Postato da:1sorrisonelbuio:.
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Qui vivi gli occhi chiusi sul grembo morbido a diluire il dolore che cade addosso Dura come pietra di fiume ami e scende la neve a Kabul. Postato da:neraorchidea:.
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sabato, settembre 22, 2007 Penzanno ar Sor Burlando "Ho sbagliato una manovra e non avevo documenti con me. Ma non ho mai chiesto un trattamento di favore". Così il presidente della Regione Liguria ed ex ministro dei Trasporti Claudio Burlando ha spiegato questa mattina in una conferenza stampa la vicenda. Postato da:grisby6043:.
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sento ascolto rigenero Vivo. E ancora vivrò Postato da:StreGattaBlu:.
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Sei Tu l'Amuleto Postato da:Eleonoraely:.
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venerdì, settembre 21, 2007 Resta disperazione Postato da:grisby6043:.
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martedì, settembre 18, 2007 Cercando Te In Me In Vetta Al Vioz by Dalila Sottani Me ne andrò da questi luoghi Solo così mi sentirò viva -StregaLunare- Postato da:StregaLunare:.
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Ascolto … Ascolto il respiro del mare: Lambiscono le onde Sulla battigia Rosemary Postato da:Rosemary3:.
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lunedì, settembre 17, 2007 Ispirata dai versi di di Nazim Hikmet Mare compagno Postato da:4797orizzonte2:.
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domenica, settembre 16, 2007 Ho chiesto al vento stanco Postato da:grisby6043:.
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sabato, settembre 15, 2007 è usata ma posso sempre rifare .. auguri carissimo Postato da:biri:.
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Auguri Renato! Rosacei fiori Per un giorno di sole -StregaLunare- Postato da:StregaLunare:.
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A utore di Postato da:Rosemary3:.
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BUON COMPLEANNO RENATO
Tu Altro non ho da dirti Postato da:Melarea:.
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martedì, settembre 11, 2007 Cercatore d'anime (11.09.2001) La luce in nuvole di polvere Postato da:grisby6043:.
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11 Settembre -Per non dimenticare - Di lacrime e polvere Lampi d’odio Chimera il domani Homo homini lupus -Maya- Postato da:GiardiniDiMaya:.
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lunedì, settembre 10, 2007 Cantano pietre Pensose anime O contadini Cantano storie Croci a decine Voci festanti Per la gran festa Gli ulivi allora Sacchi di iuta Copyright © foto e versi di Lorenzo 10.9.07 Postato da:4797orizzonte2:.
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sabato, settembre 08, 2007 Rimembranze Postato da:grisby6043:.
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venerdì, settembre 07, 2007 Ombra Nelle Ombre Travagliati questi tormenti viaggiano Oh uomo mio Rassegnata al cobalto silenzio Dipingerò gli spigoli della ragione E il cielo continuerà ad alitare infiniti tramonti -StregaLunare- Alone by Kenvin Pinardy poesia presentata per il Concorso UnBattitodAli Postato da:StregaLunare:.
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giovedì, settembre 06, 2007 Sapevo di te Postato da:grisby6043:.
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domenica, settembre 02, 2007 Dilani i sensi Rosemary Postato da:Rosemary3:.
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Mezze misure per incominciare … Postato da:grisby6043:.
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Nel viaggiare quotidiano
perso come una foglia al vento
sento salire nelle ossa un rumore di passato,
un frusciare di emozioni
passa come un film sul vetro dei ricordi.
Scosto gli occhi frugandomi la mente
e un dolor d’amore sospende il mio respiro
quasi che il tempo voglia rubarmi il sogno
ora che le mie mani disegnano nel vuoto
il contorno del tuo corpo.
Ad amor nuovo non si concede il dubbio
d’essere vissuto distante,
d’avere delle parole un solo condimento
e un fuggir dell’ore del respirar comune.
Rigiro il senso dei miei giorni
vorticando tra un umore scosso controvento
e il balenare di attimi al sapore d’un bacio rubato
nell’arcobaleno della tua presenza,
punto di conversione al correre del tempo
verso la riva dell’approdo.
Ah, se la vita mia potesse andare in circolo
farsi ruota del destino senza il perno,
se potesse disperdersi nell’alitare dei venti
e volare tra il discendere dei tuoi capelli
e morire nell’incresparsi delle tue labbra nel sorriso.
alle
23:10
commenti (5)
messaggero d'amore
in un atto di dolore senza tempo
scanditi a ritroso nella congiura delle croci
moriva il pianto negli occhi
all'ombra di spine indocili.
a mani nude
nera la paura della morte
tra ciglia,bocca e cuore
ad abdicare il sole.
molle d'ingiustizia
la fedeltà posticcia in fiore
seviziato
inquisito in un oblio irriverente
trafugato alle spalle dell’inverno
in un grido muto
nel sudario caldo e iniquo del tuo sangue.
solo i tuoi passi eterni tra di noi.
alle
21:57
commenti (2)
alle
22:46
commenti (1)
stecchita stele stana:
stride speranza…
alle
15:20
commenti (1)
Un poeta descrive solo ciò che sente.
Un poeta non parla di verità o di certezze. Nei suoi versi può benedire il vento per la gioia che gli ha donato e il giorno dopo maledirlo per avergliela portata via.
Un poeta non sa nulla, semplicemente osserva e comunica le sue visioni.
Un poeta non ha consigli da dare.
Un poeta non sbaglia mai o forse sbaglia continuamente ma la poesia non si preoccupa degli errori.
La poesia si occupa del mistero. E quando sveli il mistero... un poeta muore.

alle
13:38
commenti (2)
A piagne semo bboni tutti,
chi più chi meno du lacrime
l’ha fatte scenne giù pe’r grugno,
quarchiduno pe’ ‘na morte de ‘n umano
e ‘n antro pe’ ‘na nascita de’n fijo.
Ma er pianto vero, quello che t’accora,
quello che nun poi trattenè si sei normale,
dovrebbe da sortì puro si leggi
de ‘na pora regazza massacrata
pe’r solo fatto che magara s’era stufata
d’avecce accanto ‘n conta ciocche,
uno de quelli che, pe’ sembrasse veri,
s’enventeno d’esse bravi regazzi
mentre ner drento so’ solo farabutti
che coveno de la gelosia l’ova più grosse..
‘Nvece, si nascheno ‘ste storie,
ddio ce ne scampi se se mettemo a piagne,
ce basta de piazzasse davanti a la televisione,
guardà quello che dicheno l’esperti
sparzi tra ‘n porta a porta carico de gnocchi
e ‘n parapija d’idioti ar pomeriggio.
La morte de ‘n’anima ‘nnocente
‘nvece der dolore ce porta ar guardonismo,
volemo sortanto sapè come è annata,
quanti so’ stati li corpi p’ammazzalla,
si c’era er tradimento oppuro la pazzia.
Mannaggia a me che ancora vojo piagne
e nun trovo più ‘na spalla p’appoggiamme!
alle
07:05
commenti (4)
Quella vita che Dio donò
Il tempo stava scadendo
Scandito da un prossimo campanìo
Palpitava ad intermittenza
Quando sovente il canto del levantino
L'invitava a uscire dalla triste dimora
Un sentimento perì vittima del destino
Donando all'astro il suo eterno amore
Su limpida rugiada che distende
Sul letto di quel prato all'orizzonte
Rivive del passato che si perde
Cammina l'esistenza con novella veste
Assaporando le stagioni che scorrono
E il gusto del battito leggero
Una vita per una vita
by Carlos Chavez
alle
00:44
commenti (3)

La stella del mattino
s'affaccia sull'autunno
e s'incammina su via
della bilancia
Giunge,
la stagione delle nebbie improvvise,
e srotola dal riccio le castagne,
ai platani imporpora il fogliame.
nei cesti depone i melograni.
Questo è il mio segno
di pace e di equità
è tempo di vendemmia
alle Matine
Giunge,
la stagione dei molti silenzi,
sul fiume
che sa acquetare l'onda,
sul piano
svuotato di covoni,
sui campi
sognanti le primizie.
La terra mia di Murgia
è già in fibrillazione
per vino da gustare a S. Martino
e il fungo cardocello fa capolino
Giunge coi piedi nudi
sulla sabbia
rapita dai castelli,
si adagia
sui nidi delle rondini,
sul chiasso dei cortili.
E' tempo deì ricordi
avanti un po'
dei calici di vino
si ricompone ancora
Il dolore antico
S'accendono le croci
ed i lumini
per far memoria
degi affetti cari
E ancora innanzi
i frutti degli ulivi
di benedette drupe
ora spogliati
l'orto Pasquale
è diventato olio
per rallegrare
il desco familiare
Sacro compagno
per anime in cammino
verso la vita altra
oltre la morte
e un brivido percorre
la fronte del sognatore
al primo fiato di maestrale,
presago di vicine nevi,
del caldo dei camini.
alle
16:32
commenti (2)
Apre le sue bandiere
il miasma che alle narici è tappo per soffrire
e nel vagare di ferro e scarichi
ogni mattino si fa compagno del mio respirare.
Prende in se di primavera il fiorir costante
senza restituire il canto d’un mandorlo
che spande il suo odore
tra il caos di gente in corsa contro il tempo.
Tra righe bianche che tracciano barriere
alla libertà di osservar le genti
l’olezzo di città ignota a chi la vive
penetra l’ossa e ne fa cancrena.
Sfumano in questo fetore immondo
i contorni d’un tempo che si chiama storia.
alle
20:12
commenti (2)
.
lì sta il perché
delle solitudini lunghe
delle stagioni aspre
delle occasioni sbagliate
delle occasioni mancate
di quel Niente
o di quel Tutto
si faccia anche promessa
dei battiti di un'Alba
alle
17:35
commenti (2)
tra i muri dipinti
nelle preghiere prostrate al cielo
in quei mille soli del cuore
nell'erba che ondeggia percossa dal vento
nella calma dei salici
nel profumo dei cedri
col sospiro di donna infelice
abituata alla penombra
instancabile nella sopportazione sazia
ingiusta delle cose terrene.
forgiata di sole
rovina e salvezza di un piccolo atroce mondo imperfetto
instancabile nel frinire dei grilli
mentre tutto muore
alle
10:30
commenti (2)
Ecchilo, m’acchiappa er rimpianto
p’avè mollato de botto la politica
convinto che a recità m’era fatica,
che intorno a me era solo pianto.
Me direte: mo de che te lamenti?
Ce lo sapevi ch’era robba zozza
fatta sortanto p’ariempì la pozza,
sei ito via pe’ rispettà li sentimenti.
Sine .. ma lo volete mette er gusto
de fa du’ chilometri contromano?
E la goduria de creà ‘n trambusto
tra l’automobbili fino a Sanremo?
Si tra li politicanti fussi arimasto
adesso potevo fammela ‘sta botta …
pe’ li pizzarda ero de certo a posto ...
l’onorevoli so’ robba che scotta!
alle
21:44
commenti (4)

l'impercettibile essenza
del mio essere
- che rinasce -
trovando ancora
nuova vita
nuova linfa
i miei pensieri nascosti
che danzano nelle vie
della mente
- liberi -
senza catene
colorandosi d'infinito
senza rimpianti
l'idea rivolta
verso il niente
- che gridava -
proiettata nell'abisso
dell'incoerenza.
a dispetto della vita
che impone nodi scorsoi
che lacerano le ali
che libere aprirò ancora
e ancora...
nella chiara percezione
di me.
alle
11:19
commenti (3)

La Tua voce
echeggia
nell'Empireo dello spirito
e libra la speranza.
Vita!
Insensata dottrina
quella del destino,
il segreto: nel misterioso
equilibrio del mondo
morale.
Voglio bandire
lo sconforto dal cuore,
dimorare su muri asciutti
d'un palazzo senza dolore.
Tutto avvizzisce,scolora
langue e muore
sotto lo sguardo avverso
di chi sconosce l'Amore.
Dardo d'odio trafigge
effluvi velenosi dissemina
col tossico linguaggio
della rivalsa.
Carbonio pesante, respira
civiltà falsa; bugiarda
e boriosa.
La sventura
colpisce gli onesti
gli uomini d'ingegno
i virtuosi...
Sei Tu l'amuleto:
Amore e Giustizia
nell'accorato andare.
©
Eleonora Ruffo Giordani
alle
07:20
commenti (2)
Ammantata di veli sfrangiati
tra sentieri confusi cammina statica,
avanza nel sole che s’alza in un’alba di vuoto.
Il canto d’uccelli intorno è una nenia di pianto
che fruscia con voce sommessa,
sa di acqua che sgorga da fonte sorgiva
contaminata tra boschi anneriti dal fuoco.
Vorrebbe disperdere le gocce di dolore
che in un buio angolo di mondo ha raccolto
mentre il corpo si profanava in rantoli,
mentre giovinezza abbandonava il giorno.
Non cammina amore a darle il braccio,
è compagno il velo salato agli occhi
e con lui s’involano sogni e speranze.
alle
17:10
commenti (5)

Non più miei
Il tempo è terminato
Se n’è andato
In questo mare di nebbia e roccia perderò l’esistenza
Per trovare l’immenso canto del vento
Cercando te in me
alle
21:30
commenti (4)
ne assaporo la brezza
che arruffa i miei lunghi capelli,
ripetendoli in morbide volute.
i miei pensieri,
intonando un monotono canto.
grida di bimbi
tessono la tela del domani …
(17/08/07)
alle
15:57
commenti (3)

Fratello Mare
Mi porto un po'..
.. della tua infelicità
hai visto sempre tu
alba e tramonto
la vita e la morte
L'alfa e l'omega
realtà giammai smentite
del nostro fato
inconfutata sorte
Battaglie di navigli
da tempo contrapposti
remi forzati
da mani galeotte
E scorre nella mente
pellicola già vista
vetri tappati
di naufraghi desio
Chiedono amore o aiuto
da isole perdute
e corrono sull'onde
di speranza colme
Echi di baleniere
punte di lance
nelle carni aperte
colori umani
In stive incatenati
velate prede
di affamati lupi
dai denti acuminati
Ma il mare nulla può
piange soltanto
l'essere infelice
crespando le sue onde
Di bianca spuma
e grida disperate
il mare chiude
ombre lacrimate
Titanici ghiacciai
a spasso per l'oceano
fredda pietra tombale
per poveri emigranti
Copyright © foto e versi di Lorenzo 17.9.07
alle
16:39
commenti (3)
Rapisci i miei pensieri
che il freddo mi congela
stanchi
del viversi perplessi nella fuga di un orizzonte perso.
Nascondi nel tuo andare
l’idee che accoltellano i miei sogni non vissuti,
grotte di stalagmiti contro stalattiti.
Vai nel tuo nascondiglio
dove riposi il sonno in nubi in formazione,
lascia lì le gocce del mio sudare inutile
che della mia strada ha scelto i crocevia.
Ho chiesto alla vita di farmi respirare
lasciando i miei messaggi
nel becco dei gabbiani,
ho preteso l’aria per farne condizione
alla mia voce ferma contro il buio dei saggi,
tutto perduto nel tuo spirare forte.
Ora che sei stanco di spargere le foglie,
ora che la tua forza perde ogni vigore,
rapisci il mio pensare
così che il dolore di vivere la gogna
d’un mondo non compiuto
venga nel tuo rifugio e lasci le mie corde.
alle
11:42
commenti (10)

alle
15:41
commenti (2)
Spaziano nel blu cielo
Del folle cuore
Con immenso affetto
Cosmos by Tim Powell
alle
09:59
commenti (2)
G eniali versi
U rbano de Roma
R enato
I ndiscusso
R iservato
E legante
N naturalmente
A ccorto
T remendamente
O spitale
alle
02:02
commenti (2)

…
Cadesti da Lassù
come frammento del 10 di agosto
sostando accanto a me senza conoscermi
a contar follemente
sulla mia certa collocazione al canto
Ma un treno del Far West
fermo
senza carbone
avrebbe mai potuto ancor sbuffare?
Ebbene si, poteva!
…
Tu
con gli occhi dentro l’anima
braccia forti che scrollano edifici di pietra
stratificata a imperitura resa
e fondamenta salde
a miglia e miglia sotto la sua base
…
Tu
Maestro e mecenate
ostile a un tornaconto personale
plasmasti una fenice
risorta a ultimo canto
…
Tu
Creatore del mio impeto
diamante di gran pregio
amico dei miei voli
Uomo e prodigio
Solo un insulso
GRAZIE
alle
00:01
commenti (6)
prende il suo spazio disperato,
fruga il volare di vite infrante
nel boato dell’assurdo.
Disperso vado tra dispersi
a colmare il cuore già svuotato,
a raccogliere gocce di piombo
fuse in lacrime rapprese
che occhi non hanno pianto,
a rigirare radici d’ossa animate
senza semi da piantare.
Sulle spalle mi pesa il vuoto
d’una sacca d’odio colma,
intessuta al grido della morte,
le scarpe scalciano il passato
confuso in un presente rosso
che cola via da carni lacerate.
Tra mille e più pensieri rotti
cammino con il dolore accanto,
calpesto resti di fragili speranze.
Urlando al cieco sole prigioniero
raccolgo anime sparse.
alle
20:01
commenti (6)

si vestì il mattino
mentre speranza crollava
fra disperazione e cemento
in grida di morte
squarciavano il cielo
fra macerie di vita
che investirono sguardi
sbarrati d’orrore
celato tra nubi di vetro
che riflettono fiamme
d’implacabile guerra
arse in roghi di sangue e dolore
(11 Settembre 2001 - 11 Settembre 2007)
alle
12:08
commenti (2)

raccontano le storie
storie vissute
d'albe con brina offusca
di carri animazione
che vanno alle Matine
a vendemmiare
di Murgia uva bombino
da trasformare in vino
per drupe in uliveti
intorno in cerchio
ampie distese verdi
per olio vergine extra
di giovani speranze
che sulla strada
bellezza e vita loro
costì hanno lasciato
e poi difronte Croce
d'una Chiesetta
Maria Regin di Grazie
col suo Gesù Bambino
crepuscolo d'estate
bimbi sul carro
nel tempo settembrino
con Lei vanno nel borgo
fatta per onoranza
e questo campo
arso dal sole
pare con terra bruna
da scrosci un po' bagnata
possono raccontare
la grande festa
di contadini lieti
a riempir d'olive
da macinar su pietra
ruote di pietra
per renderle poltiglia
in vasche di frantoio
alle
12:56
commenti (2)
Nelle spire di un giorno al caldo torrido,
mentre il sudore si fa di me padrone,
passa negli occhi il film di altre estati,
quelle che l’assetato giovane corpo
sapeva rinfrescare co’l vento dell’ardore.
Gioventù in questo bruciar nel caldo
ascolta il mio vagare in rimembranze
e fantasma amico cattura le pupille
che annegano nell’oceano del vissuto,
nuotando libere tra onde d’emozione.
Giorni di mare e acqua nelle orecchie,
di cabine per nascondersi in amore
e canti a volar nel cielo tra le stelle,
quando stanchezza non mi era amica
e forte correva il sangue a fare treno.
Tuffi notturni per scardinar la birra
e balli in spiaggia al lume della luna,
rombo di motori in fuga nell’asfalto
per correre liberi nel vento della notte
e fette d’anguria a soddisfar la sete.
Ora che il sale non è al sapor di mare
ma un luccichio di perle sulla fronte,
l’anima mia si svuota di vecchiezza
e in questo passeggiare tra i ricordi
prende di giovinezza nuovo colore.
alle
07:58
commenti (8)
Verso l'ignoto asfalto della mia mente
Lentamente una lama violenta le mie carni
Mentre tacite grida rimbombano
All'ombra di tremanti ombre
Quale terra stai camminando adesso?
Sarò per un attimo delle tue ore
Pane quotidiano della tua memoria?
Osservo i salici che piangono stelle
In questa sera vuota di luna
Con sogni di rosa antico
alle
19:25
commenti (2)
Ho camminato per impervie strade
attraversato fiumi e rapide furenti
oltrepassato ostacoli impossibili.
Ho viaggiato molto tra ideali spenti
tra voci miste ad un parlar confuso
e progetti finti popolati da miraggi.
Ho dato alle scarpe ogni fanghiglia
scosso tra il vagar boschi di menzogne
e il valicare montagne di incertezze.
Ho camminato dall’età fanciulla
quando il sorriso m’era confidente
e l’animo non possedeva inganni.
Ho viaggiato poi nell’età adulta
nel cuore la speranza mai lenita
di poter bussare dov’è la tua casa.
Ho dato alle ricerche molte mappe
quelle che nella mente ho costruito
seguendo il discorrere del tempo.
Sapevo che esistevi Signora Verità
ma non hai casa più su questa terra
il mio viaggiare non ha avuto scopo.
Nulla di te respira ormai nel mondo
finto il parlarsi addosso delle genti
nel loro correre a far solo guadagni.
Umanità fasulla di te non sa dimora
balla nel falso dire musica stonata
cerca polvere per annaffiare il naso.
Sapevo di te come molti han saputo
ma nelle vie del mondo sei perduta
da troppe labbra non sai più uscire.
(poesia presentata per il Concorso UnBattitodAli)
alle
18:57
commenti (6)
scandagliando il corpo:
seduci l’alma…
alle
16:54
commenti (3)
Un guanto che non può vestir la mano
forse s’adatta al piede.
È così che anche il vento
s’insinua tra le crepe degli ostacoli
e sibila segnali.
di vittoria incompleta
pur senza annientamento.
Persino l’inganno non trova catene
per liberarsi dalla verità
e nelle sere che cantano l’estate
si veste con chiffon e raso
e si nasconde tra lattine vuote.
Ecco come la vita mesce regolarmente
liquidi a mezza dose dentro ogni bicchiere.
L’altra metà vacante va corteggiata
come l’unica donna ad essere madre
È nostro compito farla innamorare
di quel che manca a completar la dose
e poi il vuoto riempirlo di saggezza.
(Melarea & Grisby)
alle
11:29
commenti (5)