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domenica, settembre 30, 2007




Ulisse insegna

Archi d'ulivo
carezzati dal vento
volti al tramonto

Mano d'autore
ha modellato i rami
archi in tensione
come Ulisse insegna

Ripete in confidenza
sequela di stagione
prepara la raccolta
a nuova vita

I rami secchi
già andati via
bruciati nei camini
a riscaldar i cuori

E quella mano salda
a ricamare i rami
in giro per la terra
esperto potatore

e lì sono rimasti
gli archi tesi
crescenti nello spasimo
e pronti a divenire

Copyright © foto e versi di Lorenzo 30.9.07



Postato da:4797orizzonte2:.
alle 14:20

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poesia

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sabato, settembre 29, 2007




Dolor d’amore

Nel viaggiare quotidiano
perso come una foglia al vento
sento salire nelle ossa un rumore di passato,
un frusciare di emozioni
passa come un film sul vetro dei ricordi.

Scosto gli occhi frugandomi la mente
e un dolor d’amore sospende il mio respiro
quasi che il tempo voglia rubarmi il sogno
ora che le mie mani disegnano nel vuoto
il contorno del tuo corpo.

Ad amor nuovo non si concede il dubbio
d’essere vissuto distante,
d’avere delle parole un solo condimento
e un fuggir dell’ore del respirar comune.

Rigiro il senso dei miei giorni
vorticando tra un umore scosso controvento
e il balenare di attimi al sapore d’un bacio rubato
nell’arcobaleno della tua presenza,
punto di conversione al correre del tempo
verso la riva dell’approdo.

Ah, se la vita mia potesse andare in circolo
farsi ruota del destino senza il perno,
se potesse disperdersi nell’alitare dei venti
e volare tra il discendere dei tuoi capelli
e morire nell’incresparsi delle tue labbra nel sorriso.



Postato da:grisby6043:.
alle 23:10

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poesia

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JESUS

Andavi scalzo
messaggero  d'amore
in un atto di dolore senza tempo

presagi soffocati sulla pelle
scanditi a ritroso nella congiura delle croci

in quell'adagio svezzavi le tue labbra
moriva il pianto negli occhi
all'ombra di spine indocili.

Uomo
a mani nude
nera la paura della morte
tra ciglia,bocca e cuore

in gola l'ultimo singulto
ad abdicare il sole.

Fino all'epilogo
molle d'ingiustizia
la fedeltà posticcia in fiore

impotente
seviziato
inquisito in un oblio irriverente
trafugato alle spalle dell’inverno

infieriva letale l'ultimo sermone
in un grido muto
nel sudario caldo e iniquo del tuo sangue.

Poi
solo i tuoi passi eterni tra di noi.



Postato da:neraorchidea:.
alle 21:57

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poesia

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venerdì, settembre 28, 2007




Un uomo

Fascino che vola

ad alta quota

dove non trovo

macchie d’imperfetto,

sovrano,

valente incantatore

talvolta suddito

di sue negromanzie.

Cavalleresco è il suo

disinteresse per gli schemi,

aguzzo lo sguardo

che non chiede,

alieno da incertezze

e falsità.

Declinazione dell’”amore”

in ogni “caso” con

gentilizia premura

al complemento oggetto,

passione rosso carminio

ornata da fili d’oro

incandescente.

Accarezzo le impronte

sbiadite di quei passi

che ora volgono

in altra direzione.



Postato da:ortensia53:.
alle 22:46

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poesia

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Spettro  stagnante  
stecchita stele stana:
stride speranza…



Postato da:Rosemary3:.
alle 15:20

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haiku-tanka-renga

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Poeta

Un poeta descrive solo ciò che sente.
Un poeta non parla di verità o di certezze. Nei suoi versi può benedire il vento per la gioia che gli ha donato e il giorno dopo maledirlo per avergliela portata via.
Un poeta non sa nulla, semplicemente osserva e comunica le sue visioni.
Un poeta non ha consigli da dare.
Un poeta non sbaglia mai o forse sbaglia continuamente ma la poesia non si preoccupa degli errori.
La poesia si occupa del mistero. E quando sveli il mistero... un poeta muore.



Photo by John Sercel



Postato da:privateoutrage:.
alle 13:38

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poesia

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A Chiara

A piagne semo bboni tutti,
chi più chi meno du lacrime
l’ha fatte scenne giù pe’r grugno,
quarchiduno pe’ ‘na morte de ‘n umano
e ‘n antro pe’ ‘na nascita de’n fijo.

Ma er pianto vero, quello che t’accora,
quello che nun poi trattenè si sei normale,
dovrebbe da sortì puro si leggi
de ‘na pora regazza massacrata
pe’r solo fatto che magara s’era stufata
d’avecce accanto ‘n conta ciocche,
uno de quelli che, pe’ sembrasse veri,
s’enventeno d’esse bravi regazzi
mentre ner drento so’ solo farabutti
che coveno de la gelosia l’ova più grosse..

‘Nvece, si nascheno ‘ste storie,
ddio ce ne scampi se se mettemo a piagne,
ce basta de piazzasse davanti a la televisione,
guardà quello che dicheno l’esperti
sparzi tra ‘n porta a porta carico de gnocchi
e ‘n parapija d’idioti ar pomeriggio.

La morte de ‘n’anima ‘nnocente
‘nvece der dolore ce porta ar guardonismo,
volemo sortanto sapè come è annata,
quanti so’ stati li corpi p’ammazzalla,
si c’era er tradimento oppuro la pazzia.

Mannaggia a me che ancora vojo piagne
e nun trovo più ‘na spalla p’appoggiamme!



Postato da:grisby6043:.
alle 07:05

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poesia dialettale

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giovedì, settembre 27, 2007




Cuore

 ( Dedica A Un Donatore )

Non occorreva cibo per vivere
Quella vita che Dio donò
Il tempo stava scadendo
Scandito da un prossimo campanìo

E quel vecchio giovane cuore
Palpitava ad intermittenza
Quando sovente il canto del levantino
L'invitava a uscire dalla triste dimora

In una buia notte ammantata d'asfalto
Un sentimento perì vittima del destino
Donando all'astro il suo eterno amore

Luce degli occhi rimani
Su limpida rugiada che distende
Sul letto di quel prato all'orizzonte
Rivive del passato che si perde

Libera come una cavalla indomita
Cammina l'esistenza  con novella veste
Assaporando le stagioni che scorrono
E il gusto del battito leggero

Nell' ombra della notte tra le stelle
Una vita per una vita

-StregaLunare-

 by Carlos Chavez 



Postato da:StregaLunare:.
alle 00:44

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poesia

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lunedì, settembre 24, 2007




La via delle Matine

Autunno


La stella del mattino
s'affaccia sull'autunno
e s'incammina su via
della bilancia


Giunge,
la stagione delle nebbie improvvise,
e srotola dal riccio le castagne,
ai platani imporpora il fogliame.
nei cesti depone i melograni.


Questo è il mio segno
di pace e di equità
è tempo di vendemmia
alle Matine


Giunge,
la stagione dei molti silenzi,
sul fiume
che sa acquetare l'onda,
sul piano
svuotato di covoni,
sui campi
sognanti le primizie.


La terra mia di Murgia
è già in fibrillazione
per vino da gustare a S. Martino
e il fungo cardocello fa capolino


Giunge coi piedi nudi
sulla sabbia
rapita dai castelli,
si adagia
sui nidi delle rondini,
sul chiasso dei cortili.


E' tempo deì ricordi
avanti un po'
dei calici di vino
si ricompone ancora
Il dolore antico


S'accendono le croci
ed i lumini
per far memoria
degi affetti cari


E ancora innanzi
i frutti degli ulivi
di benedette drupe
ora spogliati


l'orto Pasquale
è diventato olio
per rallegrare
il desco familiare


Sacro compagno
per anime in cammino
verso la vita altra
oltre la morte


e un brivido percorre
la fronte del sognatore
al primo fiato di maestrale,


presago di vicine nevi,
del caldo dei camini.

 

Copyright © foto e versi di Anna e Lorenzo 24.9.07



Postato da:4797orizzonte2:.
alle 16:32

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poesia

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domenica, settembre 23, 2007




Profumo di città

Apre le sue bandiere
il miasma che alle narici è tappo per soffrire
e nel vagare di ferro e scarichi
ogni mattino si fa compagno del mio respirare.

Prende in se di primavera il fiorir costante
senza restituire il canto d’un mandorlo
che spande il suo odore
tra il caos di gente in corsa contro il tempo.

Tra righe bianche che tracciano barriere
alla libertà di osservar le genti
l’olezzo di città ignota a chi la vive
penetra l’ossa e ne fa cancrena.

Sfumano in questo fetore immondo
i contorni d’un tempo che si chiama storia.



Postato da:grisby6043:.
alle 20:12

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poesia

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lì dove nasce il Mare
.
.
.
.
forse lì
al liquido mormorìo di trasparenza
nella consegna chiacchierina del Silenzio
lì sta il perché
di noi
delle solitudini lunghe
delle stagioni aspre
delle occasioni sbagliate
delle occasioni mancate
di quel Niente  
offerto come
Tutto
o di quel Tutto
che si riduce a
Niente
 
E forse  lì
al crollo di ogni giorno
andrò sfiorando  
come orlo di campana
il mio Tramonto
chiedendo  ad ogni tocco che il vibrare
si faccia anche promessa
dei battiti di un'Alba
più sincera



Postato da:1sorrisonelbuio:.
alle 17:35

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poesia

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Qui
tra i muri dipinti
nelle preghiere prostrate al cielo
in quei mille soli del cuore

vivi
nell'erba che ondeggia percossa dal vento
nella calma dei salici
nel profumo dei cedri

gli occhi chiusi sul grembo morbido
col sospiro di donna infelice
abituata alla penombra

a diluire il dolore che cade addosso
instancabile nella sopportazione sazia
ingiusta delle cose terrene.

Dura come pietra di fiume
forgiata di sole
rovina e salvezza di un piccolo atroce mondo imperfetto

ami
instancabile nel frinire dei grilli
mentre tutto muore

e scende la neve a Kabul.



Postato da:neraorchidea:.
alle 10:30

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poesia

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sabato, settembre 22, 2007




Penzanno ar Sor Burlando

Ecchilo, m’acchiappa er rimpianto
p’avè mollato de botto la politica
convinto che a recità m’era fatica,
che intorno a me era solo pianto.

Me direte: mo de che te lamenti?
Ce lo sapevi ch’era robba zozza
fatta sortanto p’ariempì la pozza,
sei ito via pe’ rispettà li sentimenti.

Sine .. ma lo volete mette er gusto
de fa du’ chilometri contromano?
E la goduria de creà ‘n trambusto
tra l’automobbili fino a Sanremo?

Si tra li politicanti fussi arimasto
adesso potevo fammela ‘sta botta …
pe’ li pizzarda ero de certo a posto ...
l’onorevoli so’ robba che scotta!

"Ho sbagliato una manovra e non avevo documenti con me. Ma non ho mai chiesto un trattamento di favore". Così il presidente della Regione Liguria ed ex ministro dei Trasporti Claudio Burlando ha spiegato questa mattina in una conferenza stampa la vicenda.



Postato da:grisby6043:.
alle 21:44

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poesia dialettale

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sento
l'impercettibile essenza
del mio essere
- che rinasce -
trovando ancora
nuova vita
nuova linfa

ascolto
i miei pensieri nascosti
che danzano nelle vie
della mente
- liberi -
senza catene
colorandosi d'infinito

rigenero
senza rimpianti
l'idea rivolta
verso il niente
- che gridava -
proiettata nell'abisso
dell'incoerenza.

Vivo.

E ancora vivrò
a dispetto della vita
che impone nodi scorsoi
che lacerano le ali
che libere aprirò ancora
e ancora...
nella chiara percezione
di me.



Postato da:StreGattaBlu:.
alle 11:19

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poesia

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Sei Tu l'Amuleto

La Tua voce
echeggia
nell'Empireo dello spirito
e libra la speranza.

Vita!

Insensata dottrina
quella del destino,
il segreto: nel misterioso
equilibrio del mondo
morale.

Voglio bandire
lo sconforto dal cuore,
dimorare su muri asciutti
d'un palazzo senza dolore.

Tutto avvizzisce,scolora
langue e muore
sotto lo sguardo avverso
di chi sconosce l'Amore.

Dardo d'odio trafigge
effluvi velenosi dissemina
col tossico linguaggio
della rivalsa.

Carbonio pesante, respira
civiltà falsa; bugiarda
e boriosa.

La sventura
colpisce gli onesti
gli uomini d'ingegno
i virtuosi...

Sei Tu l'amuleto:
Amore e Giustizia
nell'accorato andare.

©

Eleonora Ruffo Giordani



Postato da:Eleonoraely:.
alle 07:20

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venerdì, settembre 21, 2007




Resta disperazione

Ammantata di veli sfrangiati
tra sentieri confusi cammina statica,
avanza nel sole che s’alza in un’alba di vuoto.

Il canto d’uccelli intorno è una nenia di pianto
che fruscia con voce sommessa,
sa di acqua che sgorga da fonte sorgiva
contaminata tra boschi anneriti dal fuoco.

Vorrebbe disperdere le gocce di dolore
che in un buio angolo di mondo ha raccolto
mentre il corpo si profanava in rantoli,
mentre giovinezza abbandonava il giorno.

Non cammina amore a darle il braccio,
è compagno il velo salato agli occhi
e con lui s’involano sogni e speranze.



Postato da:grisby6043:.
alle 17:10

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martedì, settembre 18, 2007




Cercando Te In Me

In vetta al Vioz di Dalila Sottani

In Vetta Al Vioz by Dalila Sottani

Me ne andrò da questi luoghi
Non più miei
Il tempo è terminato
Se n’è andato
In questo mare di nebbia e roccia perderò l’esistenza
Per trovare l’immenso canto del vento

Solo così mi sentirò viva
Cercando te in me

-StregaLunare-



Postato da:StregaLunare:.
alle 21:30

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Ascolto …

                 Ascolto il respiro del mare:
                             ne assaporo la brezza
                                       che arruffa i miei lunghi capelli,
                                                 ripetendoli in morbide volute.

        Lambiscono le onde
                                             i miei pensieri,
                          intonando un monotono canto.

                                       Sulla battigia
                                                      grida di bimbi
                                                                 tessono la tela del domani …

Rosemary
(17/08/07)



Postato da:Rosemary3:.
alle 15:57

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lunedì, settembre 17, 2007




Mare

Ispirata dai versi di


Fratello Mare


Mi porto un po'..
   .. della tua infelicità

 

di Nazim Hikmet

 

Mare compagno
hai visto sempre tu
alba e tramonto
la vita e la morte


L'alfa e l'omega
realtà giammai smentite
del nostro fato
inconfutata sorte


Battaglie di navigli
da tempo contrapposti
remi forzati
da mani galeotte


E scorre nella mente
pellicola già vista
vetri tappati
di naufraghi desio


Chiedono amore o aiuto
da isole perdute
e corrono sull'onde
di speranza colme


Echi di baleniere
punte di lance
nelle carni aperte
colori umani


In stive incatenati
velate prede
di affamati lupi
dai denti acuminati


Ma il mare nulla può
piange soltanto
l'essere infelice
crespando le sue onde


Di bianca spuma
e grida disperate
il mare chiude
ombre lacrimate


Titanici ghiacciai
a spasso per l'oceano
fredda pietra tombale
per poveri emigranti

 


Copyright © foto e versi di Lorenzo 17.9.07



Postato da:4797orizzonte2:.
alle 16:39

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poesia

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domenica, settembre 16, 2007




Ho chiesto al vento stanco

Rapisci i miei pensieri
che il freddo mi congela
stanchi
del viversi perplessi nella fuga di un orizzonte perso.

Nascondi nel tuo andare
l’idee che accoltellano i miei sogni non vissuti,
grotte di stalagmiti contro stalattiti.

Vai nel tuo nascondiglio
dove riposi il sonno in nubi in formazione,
lascia lì le gocce del mio sudare inutile
che della mia strada ha scelto i crocevia.

Ho chiesto alla vita di farmi respirare
lasciando i miei messaggi
nel becco dei gabbiani,
ho preteso l’aria per farne condizione
alla mia voce ferma contro il buio dei saggi,
tutto perduto nel tuo spirare forte.

Ora che sei stanco di spargere le foglie,
ora che la tua forza perde ogni vigore,
rapisci il mio pensare
così che il dolore di vivere la gogna
d’un mondo non compiuto
venga nel tuo rifugio e lasci le mie corde.



Postato da:grisby6043:.
alle 11:42

commenti (10)

poesia

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sabato, settembre 15, 2007




 

è usata ma posso sempre rifare ..

auguri carissimo

 

 



Postato da:biri:.
alle 15:41

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Auguri Renato!

Rosacei fiori
Spaziano nel blu cielo
Del folle cuore

Per un giorno di sole
Con immenso affetto

-StregaLunare-

Cosmos by Tim Powell



Postato da:StregaLunare:.
alle 09:59

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haiku-tanka-renga

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A  utore di
G  eniali  versi
U rbano de Roma
R enato
I ndiscusso
R  iservato
E legante
N naturalmente 
A  ccorto
T remendamente
O  spitale



Postato da:Rosemary3:.
alle 02:02

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acrostici

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BUON COMPLEANNO RENATO

Tu

Cadesti da Lassù
come frammento del 10 di agosto
sostando accanto a me senza conoscermi
a contar follemente
sulla mia certa collocazione al canto
Ma un treno del Far West
fermo
senza carbone
avrebbe mai potuto ancor sbuffare?
Ebbene si, poteva!

Tu
con gli occhi dentro l’anima
braccia forti che scrollano edifici di pietra
stratificata a imperitura resa
e fondamenta salde
a miglia e miglia sotto la sua base

Tu
Maestro e mecenate
ostile a un tornaconto personale
plasmasti una fenice
risorta a ultimo canto

Tu
Creatore del mio impeto
diamante di gran pregio
amico dei miei voli
Uomo e prodigio

Altro non ho da dirti
Solo un insulso
GRAZIE



Postato da:Melarea:.
alle 00:01

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poesia

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martedì, settembre 11, 2007




Cercatore d'anime

(11.09.2001)

La luce in nuvole di polvere
prende il suo spazio disperato,
fruga il volare di vite infrante
nel boato dell’assurdo.

Disperso vado tra dispersi
a colmare il cuore già svuotato,
a raccogliere gocce di piombo
fuse in lacrime rapprese
che occhi non hanno pianto,
a rigirare radici d’ossa animate
senza semi da piantare.

Sulle spalle mi pesa il vuoto
d’una sacca d’odio colma,
intessuta al grido della morte,
le scarpe scalciano il passato
confuso in un presente rosso
che cola via da carni lacerate.

Tra mille e più pensieri rotti
cammino con il dolore accanto,
calpesto resti di fragili speranze.

Urlando al cieco sole prigioniero
raccolgo anime sparse.



Postato da:grisby6043:.
alle 20:01

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11 Settembre

-Per non dimenticare -

Di lacrime e polvere
si vestì il mattino
mentre speranza crollava
fra disperazione e cemento
in grida di morte

Lampi d’odio
squarciavano il cielo
fra macerie di vita
che investirono sguardi
sbarrati d’orrore

Chimera il domani
celato tra nubi di vetro
che riflettono fiamme
d’implacabile guerra
arse in roghi di sangue e dolore

Homo homini lupus


(11 Settembre 2001 - 11 Settembre 2007)

-Maya-



Postato da:GiardiniDiMaya:.
alle 12:08

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poesia

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lunedì, settembre 10, 2007




Pietre

 

Cantano pietre
raccontano le storie
storie vissute


d'albe con brina offusca
di carri animazione

 

Pensose anime
che vanno alle Matine
a vendemmiare


di Murgia uva bombino
da trasformare in vino

 

O contadini
per drupe in uliveti
intorno in cerchio


ampie distese verdi
per olio vergine extra

 

Cantano storie
di giovani speranze
che sulla strada


bellezza e vita loro
costì hanno lasciato

 

Croci a decine
e poi difronte Croce
d'una Chiesetta


Maria Regin di Grazie
col suo Gesù Bambino

 

Voci festanti
crepuscolo d'estate
bimbi sul carro


nel tempo settembrino
con Lei vanno nel borgo

 

Per la gran festa
fatta per onoranza
e questo campo


arso dal sole
pare con terra bruna
da scrosci un po' bagnata

 

Gli ulivi allora
possono raccontare
la grande festa


di contadini lieti
a riempir d'olive

 

Sacchi di iuta
da macinar su pietra
ruote di pietra


per renderle poltiglia
in vasche di frantoio

 

Copyright © foto e versi di Lorenzo 10.9.07



Postato da:4797orizzonte2:.
alle 12:56

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sabato, settembre 08, 2007




Rimembranze

Nelle spire di un giorno al caldo torrido,
mentre il sudore si fa di me padrone,
passa negli occhi il film di altre estati,
quelle che l’assetato giovane corpo
sapeva rinfrescare co’l vento dell’ardore.

Gioventù in questo bruciar nel caldo
ascolta il mio vagare in rimembranze
e fantasma amico cattura le pupille
che annegano nell’oceano del vissuto,
nuotando libere tra onde d’emozione.

Giorni di mare e acqua nelle orecchie,
di cabine per nascondersi in amore
e canti a volar nel cielo tra le stelle,
quando stanchezza non mi era amica
e forte correva il sangue a fare treno.

Tuffi notturni per scardinar la birra
e balli in spiaggia al lume della luna,
rombo di motori in fuga nell’asfalto
per correre liberi nel vento della notte
e fette d’anguria a soddisfar la sete.

Ora che il sale non è al sapor di mare
ma un luccichio di perle sulla fronte,
l’anima mia si svuota di vecchiezza
e in questo passeggiare tra i ricordi
prende di giovinezza nuovo colore.



Postato da:grisby6043:.
alle 07:58

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poesia

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venerdì, settembre 07, 2007




Ombra Nelle Ombre

Travagliati questi tormenti viaggiano
Verso l'ignoto asfalto della mia mente
Lentamente una lama violenta le mie carni
Mentre tacite grida rimbombano
All'ombra di tremanti ombre

Oh uomo mio
Quale terra stai camminando adesso?
Sarò per un attimo delle tue ore
Pane quotidiano della tua memoria?

Rassegnata al cobalto silenzio
Osservo i salici che piangono stelle
In questa sera vuota di luna

Dipingerò gli spigoli della ragione
Con sogni di rosa antico

E il cielo continuerà ad alitare infiniti tramonti

-StregaLunare-

Alone by Kenvin Pinardy

poesia presentata per il Concorso UnBattitodAli



Postato da:StregaLunare:.
alle 19:25

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giovedì, settembre 06, 2007




Sapevo di te

Ho camminato per impervie strade
attraversato fiumi e rapide furenti
oltrepassato ostacoli impossibili.
Ho viaggiato molto tra ideali spenti
tra voci miste ad un parlar confuso
e progetti finti popolati da miraggi.
Ho dato alle scarpe ogni fanghiglia
scosso tra il vagar boschi di menzogne
e il valicare montagne di incertezze.

Ho camminato dall’età fanciulla
quando il sorriso m’era confidente
e l’animo non possedeva inganni.
Ho viaggiato poi nell’età adulta
nel cuore la speranza mai lenita
di poter bussare dov’è la tua casa.
Ho dato alle ricerche molte mappe
quelle che nella mente ho costruito
seguendo il discorrere del tempo.

Sapevo che esistevi Signora Verità
ma non hai casa più su questa terra
il mio viaggiare non ha avuto scopo.
Nulla di te respira ormai nel mondo
finto il parlarsi addosso delle genti
nel loro correre a far solo guadagni.
Umanità fasulla di te non sa dimora
balla nel falso dire musica stonata
cerca polvere per annaffiare il naso.

Sapevo di te come molti han saputo
ma nelle vie del mondo sei perduta
da troppe labbra non sai più uscire.

(poesia presentata per il Concorso UnBattitodAli)



Postato da:grisby6043:.
alle 18:57

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domenica, settembre 02, 2007




Dilani i sensi
scandagliando il corpo:
seduci l’alma…

Rosemary



Postato da:Rosemary3:.
alle 16:54

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haiku-tanka-renga

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Mezze misure per incominciare

Un guanto che non può vestir la mano
forse s’adatta al piede.
È così che anche il vento
s’insinua tra le crepe degli ostacoli
e sibila segnali.
di vittoria incompleta
pur senza annientamento.
Persino l’inganno non trova catene
per liberarsi dalla verità
e nelle sere che cantano l’estate
si veste con chiffon e raso
e si nasconde tra lattine vuote.
Ecco come la vita mesce regolarmente
liquidi a mezza dose dentro ogni bicchiere.
L’altra metà vacante va corteggiata
come l’unica donna ad essere madre
È nostro compito farla innamorare
di quel che manca a completar la dose
e poi il vuoto riempirlo di saggezza.

(Melarea & Grisby)



Postato da:grisby6043:.
alle 11:29

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