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sabato, ottobre 25, 2008
Alla corte del re di Francia Alla corte del re di Francia
ci si riempie sempre la pancia
l'importante è non vedere
per non farsi male sul sedere.
***
Ci sono mille donne belle
sempre pronte quelle ancelle
a soddisfare il gran sovrano
con la bocca e con la mano
***
Nel senso che sono disponibili
a dire di lui cose godibili
a dargli una mano nel suo lavoro
recitando tutte nel suo coro.
***
Il re di Francia soddisfa le sue donne
alla scuola delle corte gonne
che lui possa sempre governare
concludendo sempre un buon affare.
***
Viva viva il gran condottierto
che ha un pennacchio sul cimiero
e controlla l'informazione
nella Francia sua gran nazione
***
Anche la giustizia ha inchinato
i suoi magistrati ha piegato
al suo volere al suo denaro
ma non si dica di lui che è avaro.
***
Viva viva il gran signore
a lui vada ogni onore
re di Francia re dei tribunali
lui che ci salva da tutti i mali.
***
Se il popolo si ribella
lui gli tira una padella
non lo devi contraddire
se no urla a non finire
***
Viva viva il re di Francia
alla sua corte sempre si mangia
alla faccia del popolino
se non ha acqua beva vino
Postato da:hariseldom:.
alle
20:23
commenti (2)
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mercoledì, ottobre 15, 2008 Decomposizione Smembrato Postato da:grisby6043:.
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domenica, ottobre 12, 2008 L'albergo della muta stagione Era sulla soglia ( in memoria del giudice Vittorio Occorsio) Postato da:hariseldom:.
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mercoledì, ottobre 08, 2008 Tronco cavo Non sono solo pensieri, cavallerizzi senza l’armatura, a tiranneggiare l’equilibrio in saliscendi, è la ruggine che stratifica, intacca l’osso. Negli alveoli senza miele dilaga silente l’insoddisfazione e la bocca a campana priva del batacchio custodisce dolore accorato. Tronco cavo, foglie che s’ammusano anche il colubro pian piano andrà in letargo, solo il rancore veglierà sul nostro sonno. E addormentarsi con le gocce agli occhi tanto al risveglio non saran coralli Postato da:ortensia53:.
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sabato, ottobre 04, 2008 Tasche vuote Ieri era un abito liso Postato da:grisby6043:.
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venerdì, ottobre 03, 2008 E vorresti... E vorresti trovarmi Postato da:Melarea:.
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giovedì, ottobre 02, 2008 Coup de foudre (correva l’anno 1980) Luce che abbaglia, pulsioni all’apice, seducente affanno di neuroni. Arpeggio di pupille, smania tattile, appoggio dell’archetto a corda tesa. Cuore in ricarica. Aroma d’uva spina, battito di ciglia, deliziosa vertigine che d’impeto mi stringe ed è catena. Postato da:ortensia53:.
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non si sradica il tempo
che d’amore conta i minuti,
è calma violenta di estranea passione.
E’ frammento
in decomposto d’alcova
d’assenza di labbra fasciato,
intreccio di funi a cucire un rimpianto.
alle
17:51
commenti (4)
a staccar biglietti
mentre l'Aniene disegnava
trame nere
sotto Ponte Gregoriano.
***
L'albergo della muta stagione
in bilico vicino alla cascata
di stantii odori
e meretrici foglie.
***
La polizia all'erta
cercava l'assassino sotto il porticato
mentre al Trevio cadeva
uno sputo da via Empolitana al cimitero.
***
Era sulla soglia
a staccar biglietti
la signora morte
mandante dell'assassionio
di un giudice della suprema corte
alle
12:01
commenti (1)
alle
14:16
commenti (1)
con risvolti a scendere
chiuso tra le tue labbra di sapone
e mi è sfuggito.
Ieri portava nebbia il cielo
senza riflessi a tingere il tramonto
e gruppi di lacrime sul viso.
L’addio ha tasche ovunque
ma non si nasconde
e duole
duole intorpidendo l’ossa.
Ieri era un numero
e non aveva ali di farfalla
mentre il mio volo si spezzava
ed è planato.
alle
08:13
commenti (4)

nel lucido di ieri,
nel limbo dei miei occhi,
negli antichi vissuti
dietro un angolo d'ombra,
con o senza cartine tornasole
E vorresti dirigermi
sui miei passi pentiti,
con il capo voltato alle certezze,
piantata nelle melme
d'un domani fissato
per approssimazione
E vorresti calarmi
nelle spiagge dei sogni,
ancora,
con le giuste inquietudini
a deporre
contro una pelle dura
che ormai mi forgia un'indole
fiorita
alle
10:54
commenti (1)
alle
13:47
commenti (3)