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mercoledì, dicembre 31, 2008




Il pastorello spezzato

Non so quanti anni abbia davvero il mio presepe, so che era di mia mamma, ma lei diceva che lo aveva da bambina.
Quando poi mia mamma morì l'albero andò a mia sorella e il presepe a me.
Non ricordo se qualche statuina finì da mia sorella.
La capanna è di cartone e si regge male, dovrò metterci la colla. San Giuseppe l'ho ricoperato tempo fa inseme ad uno dei re magi.
Gesù è sempre lo stesso, non è cambiato da quando lo conosco.
Ci sono pecorelle di gesso, anche troppe forse, non si reggono più bene in piedi.
In fondo c'è uno che porta un cesto sulle spalle, sembrano fragole.
Il bue e l'asinello sono gli stessi di allora, entrano a stento nella capanna.
Carta per le montagne e muschio finto.
Una palma con un laghetto di plastica e sopra ho sempre messo un cigno.
Non sono mai riuscito a mettere acqua vera nel mio presepe.
Tra le castette c'è un pastorello con una pecorella sulle spalle, spezzato in due.
Mi fa tristezza, mi ricordo quando questo presepe lo facevamo nella vecchia casa in affitto e mio padre, già mio padre.
Era malato di cuore papà, lo ricordo sempre così.
Il presepe lo faceva mamma e la mia sorellina che toccava i pezzi.
Morì nel 1975 papà che avevo 20 anni e mia sorella 14.
Debbo ripararlo questo pastorello, come ho riparato spesso la mia vita, debbo avere da qualche parte la colla che mi regge.
Sarà un anno diverso quello che verrà.
Sposto i re magi, sono quattro, non chiedetemi perchè, questioni di errori di vita nel contare i re forse.
Il bambinello è sempre lo stesso, le braccia aperte e sua madre che se lo guarda come tutte le mamme guardano i loro figli.
Come mia madre guardava noi, tanto tempo fa.
Dimenticavo, riparo il pastorello è importante, non chiedetemi perchè.



Postato da:hariseldom:.
alle 17:21

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prosa

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sabato, dicembre 27, 2008




Nebbia...

 

                                          

Un soffuso velo

ogni cosa avvolge,

e, abbandonando gli abituali abiti,

accarezza, adagio adagio,

gli addii,

additandone gli inutili affanni...

 

Come beffarda coltre,

il silenzio copre l'alba che,

agile, barando,

scopre ogni sottile inganno...

 

Danzano le nuvole

al dolce suono dello zefiro

e l'imbronciato sole,

naufraga nel cinereo ciglio...



Postato da:Rosemary3:.
alle 13:43

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poesia

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venerdì, dicembre 26, 2008




SABBAH

 

Esperimenti nuovi
nel mio laboratorio d’alchimia
come pagine bianche
che vanno a schiudersi su pagine già scritte
mai visionate da nessuna grazia

Provo il gorgheggio

Note e voce stentorea
che allontano e rimando
nelle spelonche del mio chiodo fisso
perchè i ricordi divengano amnesie

Per spaventose leggi di malia
cerco contravveleni stravaganti
nell’opificio ancora troppo giovane 

- A predar predatori non basta vivere una vita sola -

Non ho che da raccogliere reliquie
del circumnavigare alberi sterili

- parlarmi addosso -

Inquirente e inquisita dal mio doppio
che preservo anche male
nel tascapane refrattario al tatto
e all’avveduto incanto del
tacer della luna



Postato da:Melarea:.
alle 14:02

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poesia

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martedì, dicembre 23, 2008




Avvisaglia

Assoluto
si manifesta in cerchio
che di parole è collana chiusa
il tramontare del tuo sentimento
pur se d’organza sa d’esser vestito.

Nuota
nel suo discendere nel buio
in uno sfilettare istanti non vissuti
mentre sull’anima volano gli avvoltoi
pronti a cibarsi del suo piangere accorato.

Amare
è stata alba a sfondar la notte
a rinchiuderne i silenzi in una madia
ed ora senza uno squillo ad avvisaglia
lanci gli ultimi raggi sovvertendo il cuore.



Postato da:grisby6043:.
alle 18:47

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poesia

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venerdì, dicembre 19, 2008




Concorso 2008  "Un battito d'Ali" risultato 4^ manche

Gentili Lettori,

La Giuria ha così deciso:

la quarta poesia che parteciperà ufficialmente alla Finalissima è:


"AUTUNNALE"
dello scrittore Grisby (Renato Fedi)


AUTUNNALE

Se questo mondo
poi scendesse a precipizio
senza una cinta a tenerne i resti
il verso delle pieghe avrebbe un senso.

Fossero ripiegati
tutti i pensieri in massa
con una ciotola a farne ripostiglio
un solo uomo potrebbe averne il conto.

Ma qui si prende
e non si dà più indietro
quasi che il piede si posi rigirato
e nel camminare proceda claudicando.

Non ho la stoffa
per cucire una mantella
e resto nudo a vorticar nel vento
come una foglia raggiunta dall'autunno.



Congratulazioni al vincitore per essere arrivato in finale! !

Ora l'ultimo appuntamento con voi tutti è per la Super Finalissima.

Le 4 poesie finaliste che hanno vinto le manche mensili del concorso Un Battito d'ali 2008, saranno sottoposte ad un ulteriore giudizio tecnico da parte della Giuria (trovate i nomi dei giurati su questa pagina).
Ogni lirica verrà analizzata sotto il profilo lessicale, grammaticale, estetico, artistico, contenutistico. Si giungerà quindi a proclamare la composizione vincitrice assoluta della Edizione 2008 del Concorso.

I Giurati procederanno, nei prossimi giorni, alla revisione e allo studio dei testi.
Il giorno dell'Epifania, il 6 Gennaio 2009, pubblicheremo qui in home page il titolo della poesia più votata assieme al nome dell'autore/autrice.


A presto dunque e.. in bocca al lupo ai quattro scrittori in gara!


La Redazione

http://www.odilialiuzzi.com/un_battitodali/index.ph

 



Postato da:grisby6043:.
alle 14:52

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martedì, dicembre 16, 2008




Mare della vita

Trovassi ora quel senso di abbandono
che scioglie i ghiacci quando il sole è alto,
quel cullar la barca quando l'onda è calma,
vivrei di te anche gli sguardi più intriganti
e le tue rughe che la vita amica ti regala
potrei consolidarle nei miei sguardi.

Cedessi ora la mente all'incontinenza,
a quel rassegnarsi al tempo che m'invade
come un ragno in attesa di una preda,
avrei di te ogni sorriso ch'ora mi nego
e del tuo corpo non discioglierei la vista
perduto come sono in una ossessione.

Corre il mio giorno su binari in curva
e, come un treno senza un conduttore,
sfioro al galoppo stazioni su stazioni
lasciando alla sua sorte ogni viaggiatore
e di te che vesti in rosa il mio giardino
sono un giardiniere privo degli attrezzi.

Vorrei violentarle queste ore in crisi,
farne un intreccio fitto di mangrovie,
così che ogni minuto sparisca tra le rive
ed infine la mia barca possa navigare
in un flusso lento sul fiume dell'amore
sfociando tra i tuoi occhi mare di vita.




Postato da:grisby6043:.
alle 19:37

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poesia

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A mia madre

Ancora s’intravede la bellezza primitiva

appannata dallo scorrere degli anni,

solo le mani sentinelle ignare

non obbediscono agli inganni del tempo.

 

Lo sguardo esausto colmo di ricordi

peso di ciglia stanche al battito di vita,

rintocco che rivuole le sue croste

mentre infila nelle piaghe anche le unghie.

 

Ti trascina nel gorgo l’anaconda,

t’avvinghia nella morsa del dolore

tanto che il femore cede, si rassegna e

alla finestra non s’affaccia più nessuno.

 

Non vedo più il gatto corrermi incontro,

c’è poca luce in questa cucina….

quanto mi manca la coperta rimboccata,

la tua carezza prima di dormire.



Postato da:ortensia53:.
alle 14:53

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poesia

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L'attesa

Ho visto.
Ho visto un fiore.
Il vento e la pioggia stavano per strappare le sue radici dal terreno. Avrei voluto portarlo con me. Portarlo a casa, al riparo. Avrei voluto proteggerlo.

Ma non sarebbe stato più lo stesso fiore.

A volte la vita non ti lascia tregua. Da una collina il vento vuole strapparti e portarti via con sè.
Si fa presto a giudicare. Si fa presto a dare consigli... Ma quel fiore è là e non potrebbe essere diversamente. Vorremmo trasformarlo in una di quelle piante resistenti pieni di aculei, così che nulla e nessuno potrebbe distruggere il suo impercettibile profumo.

Qualcuno cerca di suggerirti in ogni modo che così come sei, non va bene. Ti dice che sei malato e hai bisogno di medicine o magari dell'appoggio di qualche strizzacervelli.
Hai bisogno di avvocati perchè senza non potresti vivere.
Il medico, il becchino, l'impiegato delle poste: hai bisogno di tutti. Da solo non vali niente.

E noi ci serviamo del mondo per osservare il nostro essere.

E così, proprio per questo sentirti stupido e inutile, per non voler entrare nel tuo cuore e lasciar perdere il mondo esterno, per questo sentirti inadeguato, sei disposto a fare le cose più disparate.

Alcuni si alcolizzano, altri si drogano, altri ancora scelgono di fumare: si comincia a bere televisione, a drogarsi con false illusioni, si comincia a fumare la propria stessa anima.

Il cuore di una madre non è mai stupido: anche se attendesse miliardi di anni. Anche se fuori, nel mondo, non fosse rimasto più niente.
Anche se fosse rimasta solo lei, ad aspettare.
Una donna diventa madre solo quando sa attendere: attende nove mesi e poi questa qualità rimane nel suo essere. E' in attesa. Un'attesa senza pretese. Un'attesa pura. L'attesa.
E non si sa nulla del futuro: si attende e basta.

Un pittore può creare un paesaggio usando i colori che lo stesso paesaggio gli fornisce. Uno scultore rappresenta la natura servendosi del marmo che la stessa natura gli offre. Ma una madre... una madre crea senza fare nulla. Occupandosi di se stessa e della sua attesa, ella crea. Come l'ostrica che dà vita alla perla.

Il cuore non è stupido. L'attesa non è stupida: è un mistero. E' come il respiro: entra ed esce, in modo misterioso. E l'attesa e il respiro hanno molte affinità. Sono collegate alla vita. Alla creazione.
Nell'attesa riesci ad osservare e a creare l'Amore.

Non cercare di comprendere il mistero... L'Amore è come il respiro. Ed ha la qualità dell'attesa: ma oggi nessuno riesce più ad attendere. Tutti hanno bisogno che le cose accadano all'istante.
Ma una madre... Una madre sa attendere.
Ed è inspiegabile. Ma mai stupido! Mai!

Ecco il miracolo della vita. Natale significa Nascita, e l'Attesa è il presupposto della Nascita. Senza l'Attesa non accadrà nulla.

Auguro a tutti un Natale che possa creare quell' Attesa e possa far riscoprire l'unicità di quei fiori che con la loro delicatezza si agitano al vento creando il paesaggio misterioso che ogni artista vorrebbe immortalare



Postato da:privateoutrage:.
alle 12:26

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pensieri, prosa

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sabato, dicembre 13, 2008




Viale in Prati

Asfalto ora ricopre
gioventù impressa
in quel viale.
Intorno aleggia
ancora intenso
il profumo dei tigli
che fu compagno
di notti estive
piene di sciocchi films
canti
e semplici risate.

Percorrerti
è aver vent'anni
è farsi già più vecchio
è vivere di nuovo
in giorni visti antichi
è credere che il tempo
non abbia più un moto
è aver dei figli
che incidono nel legno
è un lampo di speranze
perduto nel ricordo
è un mondo mio
che fu ardente
ed ora si riaccende.



Postato da:grisby6043:.
alle 14:58

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poesia

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sabato, dicembre 06, 2008




Portami via

In ricordo del rogo alla ThyssenKrupp di Torino nella notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007

Portami via pensiero
dall’orologio che inganna i suoi rintocchi
e muove come un amplesso le lancette,
questo giorno non ha alba tra le cime
e digerisce il sole dentro il buio.

E’ un fantasma il tempo
che occhieggia percorrendo l’energia vitale
e la batteria dell’essere vivi sta scaricando,
non ha contorni alternativi il camminare
e pesanti i piedi battono la terra.

Solo il ritmare del cuore
è lo sgocciolio degli attimi in trambusto
ed è un rumore che rimbomba a vuoto,
c’è un orlo di tristezza in questa conta
di vite che bruciate se ne vanno.

Una fiamma vigliacca
che meschine mani hanno reso demone
s’è fatta inferno tra uomini indifesi,
violate ha le carni e distrutto sogni
e sette anime ha trasportato in cielo.

Portami via pensiero
che gli occhi ora son stanchi e chiusi,
non hanno cieli azzurri a cui guardare,
solo al pianto possono aprir le palpebre
per essere del dolore testimoni.



Postato da:grisby6043:.
alle 11:06

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poesia

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lunedì, dicembre 01, 2008




Egoista


Con l'anima assente

di chi ringhia

il proprio destino

sferro colpi

a destra e a manca

noncurante di quanto infliggo.

 

Sono solo

un fottuto egoista,

esisto solo io

vedo solo me.

 

Godo

nel sollazzare

i miei desideri,

amo piacere.

 

Sono un uomo

alla continua

ricerca di sè.

 

Guardandomi allo specchio:

- Fottuto egoista -



Postato da:guidopassini:.
alle 22:30

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